importante

 

 

 

STIAMO LAVORANDO PER VOI

 

 

 

LA FESTA DELLA CANAPA 2009 E' IN COSTRUZIONE!

 

 

 

PER INFORMAZIONI SULLA NUOVA FESTA

 

 

 

VISITATE IL NUOVO SITO:

 

 

 

 

http://www.festadellacanapa.com

 

 

 

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UN GRAZIE SINCERO

 

A TUTTE LE PERSONE CHE HANNO PARTECIPATO E AIUTATO.

 

LA FESTA E' STATA UN SUCCESSO OLTRE OGNI PREVISIONE

 

(vd articolo):

 

E' STATA UNA FESTA COSCIENZIOSA, PER QUESTO E PER TUTTO

 

 IL CALORE  E LA SENSIBILITA' DIMOSTRATACI

 

LO STAFF DICE GRAZIE A TUTTI VOI

 

Gli zip, da scaricare, delle migliori foto della festa:

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PROGRAMMA DELLE FESTA DELLA CANAPA 2008

 

Saranno illustrati, mostrati, discussi i diversi usi LEGALI della Canapa, e saranno presenti personaggi degni di rilievo nello studio sperimentale della pianta, e alcune aziende che coltivano, lavorano e vendono prodotti ottenuti dalla Canapa.

 

importante:  Non è una festa della Marijuana , il prodotto trattato è LEGALE e privo del principio attivo e psicotropo che lo definisce droga: semi e piante di origine controllata deprivati di THC

 

ingresso gratuito

 

 

                    Programma della Festa                    

 

 

Ore 14: Apertura con esposizione di materiali derivati dalla canapa: alimenti, bevande, cosmetici, integratori, carta, ecc..

 

Ore 15:00: Convegno di presentazione - Relatori:

  Dr. Salvatore Casano del CRA-CIN di Rovigo (istituto Sperimentale Culture Industriali) e Dottorando di ricerca presso il Dipartimento di Agronomia Ambientale e Territoriale dell'Università degli Studi di Palermo;

  Belotherkovsky Dany del Dipartimento di Clinica e Terapia Medica, Servizio di Dietologia, Università di Roma “La Sapienza“, Policlinico Umberto I Roma (laureando in Medicina e Chirurgia), diplomato in Riflessologia e Medicina omeopatica. In rappresentanza del Forum Modin: medicina a base di olio di semi di Canapa.

 

Ore 16.00: Dibattito tra esperti a vario titolo e pubblico; sul palco del dibattito saranno presenti: i relatori del convegno, Dr. Salvatore Casano e Belotherkowsky Dany , la Dott.essa Chiara Roni farmacologa ricercatrice, il Dr. Benedetto Valdesalici come psichiatra, il Dott. Giuliano Spaggiari Assessore Provinciale di Reggio Emilia, Marco Battini rappresentante dell'attività di prevenzione su strada UP-Runner (Associazione Onlus Centro Sociale Papa Giovanni XXIII RE).

 

Ore 19:30: Cena self service con prodotti tipici locali.

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   Note sui Nostri Banchetti

Ospiteremo banchetti di vario tipo, stand di aziende che coltivano e lavorano la Canapa, tra tessile, biologico, agroalimentare, cosmetico, edilizio, ecc. tra cui:

VERDE SATIVA - con linee cosmetiche

BOTTEGA DELLA CANAPA - linee tessili

MILLE E UNA CANAPA - linee tessili

CANAPAIO DUCALE - linee tessili

GANJAMAICA - linea agro-alimentare

CANNABIS INFO - prodotti generici

FORUM MODIN - usi medicinali olio di canapa

CANAPA LIVE - varie

ecc. .

Saranno presenti anche banchetti inerenti all'informazione, banchetti di degustazione e vendita di formaggi e prodotti biologici nostrani, ecc.; all'interno, nei locali coperti, dopo il convegno sarà allestita una mostra, a pannelli, sulla storia della canapa e si terrà per tutta la giornata, attivo, un banchetto informativo sulla Canapa.

Saranno esposti, come piccolo museo, alcuni attrezzi "per concessione dell'Istituto Agrario Motti di Castelnovo e' Monti" per la lavorazione della canapa nel nostro territorio; E sarà anche presente una dimostrazione di tessitura di canapa con telaio.

 

Durante tutta la manifestazione intrattenimento musicale con percussionisti e dj. tra cui:

 

MODDI & MAD KID (aka Paolino) - REGGAE DANCE HALL

 

SMILING DRUM - MUSICHE E DANZE DALL'AFRICA DELL'OVEST

 

CELSO FONTANESI DJ - ECLETIC RAGGAE/FUNK

 

MATTY RIVERA DJ - ELECTRO FUNNY

 

RESYSTEM - REGGAE DANCE HALL

 

STRANIODORISOUND

 

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                              Alcuni approfondimenti                             

POSSIBILI USI

La canapa è stata per quasi sei millenni una delle piante coltivate più diffuse sul nostro pianeta. La sua adattabilità a quasi tutti i climi ne ha favorito la rapida diffusione in tutto l'emisfero settentrionale. Com'è ben noto, fino a pochi decenni fa la Canapa è stata una delle principali materie prime utilizzate per la fabbricazione di fibre tessili. Sono in molti a sapere che nella regione indiana e nel vicino oriente veniva usata come medicinale e nelle cerimonie religiose già alcuni secoli prima di Cristo, mentre non tutti sanno che per vari secoli è stata una delle fonti di sostentamento delle classi sociali più povere, soprattutto nei periodi di siccità : in Polonia è tutt'ora diffusa l'usanza di mangiare la minestra di semi di Canapa a Natale. 
Per quanto riguarda gli
usi medici e farmacologici
è doveroso ricordare che, a partire dalla seconda metà del secolo scorso fino agli anni '30, molte industrie farmaceutiche europee e statunitensi sperimentarono medicinali a base di Canapa per la cura di vari disturbi e  malattie (epilessia, glaucoma, dermatite, ansia, ecc.). Uno dei centri all'avanguardia in europa fu il "Regio Istituto Farmaceutico" di Milano che, putroppo, venne  chiuso per ordine di Mussolini nella seconda metà degli anni venti. 

tratto da http://isole.ecn.org

 

Si può coltivare la canapa in Italia?
La risposta è sì, a condizione che venga coltivata una varietà a basso tenore di THC compresa nell'elenco approvato dall'Unione Europea e che sia seguita la procedura stabilita dalla Circolare del MIPAF n.1 dell'8 maggio 2002.

Dove e come si coltiva la canapa?
La canapa preferisce i terreni fertili alluvionali, si adatta però a tutti i terreni, anche fino ai 1500 metri di altitudine. Non soffre le gelate tardive. Soffre invece mortalmente il ristagno d'acqua, specialmente nel primo stadio di vegetazione. Si semina a febbraio/marzo. Riproducendo una tecnica antica sono in corso sperimentazioni di semina in secondo raccolto (dopo loietto, orzo, grano), in questo caso il pericolo è che se il terreno non è umido si incontrano difficoltà nella germinazione o che il caldo eccessivo secchi le piantine. La quantità di seme consigliata è di 50 chilogrammi per ettaro (10mila mq). Si consiglia di provvedere alla semina con seminatrice da grano con 15/20 centimetri tra le file, su terreno preparato che abbia un'umidità sufficiente alla germinazione.
Così seminata la canapa è autodiserbante (le piante di canapa crescono più velocemente delle infestanti, per cui fanno morire tutte le infestanti). Di conseguenza, la canapa lascia il terreno totalmente diserbato.
Normalmente non ha bisogno di irrigazione e migliora la struttura del terreno grazie all'abbondante e profondo apparato radicale.
Si raccoglie 10 giorni dopo la fine della fioritura, nel mese di agosto, così come si fa per la fienagione. Si taglia con in genere con barra falciante, la si lascia seccare in campo e la si imballa con normale rotopressa.

Conviene coltivare canapa?
La difficoltà del decollo della coltivazione della canapa è dovuta al fatto che mancano ancora macchine agricole efficienti per la prima trasformazione del prodotto. In questi anni però si sono fatti passi avanti per cui si può pensare che le prime macchine agricole per la lavorazione di grandi quantitativi saranno disponibili verso fine 2007. Coltivare conviene anche per formarsi una tecnica colturale adeguata all'area in cui si opera.
Venendo all'aspetto più immediato del ritorno economico le previsioni oggi sono queste:
costi: Kg 50 di seme a Euro 5,50 al chilogrammo, pari a Euro 275,00 + IVA, lavorazione del terreno normale come per qualsiasi semina;
ricavi: oltre al contributo dell' Unione Europea sui seminativi, che varia da zona a zona e comunque da circa 100 euro a 450 euro per ettaro, la canapa produce mediamente chilogrammi 13.000 per ettaro e sarà venduta a un prezzo che sarà di circa euro 0,07 al chilogrammo franco arrivo, per cui si realizzerà mediamente euro 700,00 per ettaro. Ricavi maggiori possono essere conseguiti se si recupera il seme da olio o se si fanno produzioni di nicchia.
 

tratto da www.assocanapa.it
 

 

Le droghe in medicina: storia della cannabis
Usi e storia dei cannabinoidi nella medicina orientale e occidentale


articolo Articolo tratto da “Medicina delle tossicodipendenze” n. 35, giugno 2002, del dott. Claudio Capuccino (membro di Medical Cannabis)

Le origini in Oriente
La più antica farmacopea conosciuta - il Pên-t’sao Ching cinese, che si fa tradizionalmente risalire al terzo millennio a.C., ma che ci è pervenuto in versioni del I-II secolo d.C. - già raccomanda la canapa per "disordini femminili, gotta, reumatismo, malaria, stipsi e debolezza mentale". E già avverte che una dose eccessiva “fa vedere demoni” (1).
In India, già nel II millennio a.C., la cannabis è citata nell’Atharvaveda come “pianta che libera dall’ansia”. Successivamente fu usata in diversi sistemi della medicina tradizionale (Ayurveda, Unani, Tibbi), fino ai nostri giorni. Come riassumerà J.M. Campbell, la bhang (2) cura in primo luogo la febbre agendo “non direttamente ovvero fisicamente come un farmaco ordinario, ma indirettamente ovvero spiritualmente calmando gli spiriti rabbiosi a cui la febbre è dovuta”; e inoltre “raffredda il sangue caldo, provoca il sonno negli ipereccitati, dona bellezza e assicura lunga vita. Cura la dissenteria e i colpi di calore, purifica il flegma, accelera la digestione, stimola l'appetito, corregge la pronuncia nella blesità, rinfresca l'intelletto, dona vivacità al corpo e gaiezza alla mente.” Ma “la ganja in eccesso provoca ascessi, o anche pazzia” (3).

Il viaggio verso l’Europa
La cannabis è citata in antichi testi egizi e assiri ed è ben conosciuta anche dalla medicina greco-romana (4). Dioscoride (I sec. d.C.) la raccomanda per mal d’orecchi, edemi, itterizia e altri disturbi. Secondo Galeno (II sec. d.C.) può servire contro le flatulenze, il mal d'orecchi e il dolore in genere. Però, se presa in dose eccessiva “colpisce la testa, immettendovi vapori caldi e intossicanti”.
In Europa, prima della sua riscoperta nella prima metà del XIX secolo, di cui diremo in dettaglio più sotto, troviamo solo segnalazioni isolate del suo uso come farmaco. Per esempio, Garcia da Orta, medico portoghese in servizio presso il vicerè a Goa, in India, la cita nel suo “Colloqui sui semplici e sulle droghe dell’India” (1563) come stimolante dell’appetito, sonnifero, tranquillante, afrodisiaco e euforizzante. E Robert Burton, nel famoso “The anatomy of melancholy” (1621), ne suggerisce l’utilità in quella che oggi chiameremmo “depressione”.
La cannabis sarà d’ora in poi regolarmente citata nei testi medici e farmaceutici. Nel 1794 l’Edinburgh New Dispensary oltre a dare un’ampia panoramica sui suoi usi - prova che l’interesse dei medici sta cominciando a crescere - chiude la trattazione con parole lungimiranti: “Benché solo i semi siano stati finora prevalentemente in uso, altre parti della pianta sembrano essere più attive, e possono essere considerate come meritevoli di ulteriore attenzione.” E vent’anni dopo, Nicolas Culpeper, il più importante studioso di piante medicinali del suo tempo, nel suo “Complete Herbal” (1814), dà un quadro completo dei possibili usi medici della Cannabis, a partire da quelli indicati da Galeno.
Ma dovranno passare ancora alcuni anni perché la canapa abbandoni le ricette più o meno fantasiose della medicina popolare e risvegli invece l’interesse dei medici più qualificati.

Agli albori della medicina moderna
Si può dire che tre opere più di tutte contribuiscono ai nuovi sviluppi. Un importante articolo pubblicato nel 1838 nelle Transactions of the Medical and Physical Society of Bengal (5) da W. O’Shaughnessy, medico irlandese trapiantato in India.
E due libri pubblicati in Francia, “De la peste ou typhus d'orient suivi d'un essai sur le hachisch” (1843) di L. Aubert-Roche, e “Du hachisch et de l'aliénation mentale” (1845) di J.J. Moreau de Tours.
L’articolo di O’Shaughnessy, che attinge alla vastissima esperienza indiana, resta ancor oggi interessante. L’autore riferisce dettagliatamente sull’uso di cannabis in diverse condizioni: reumatismo acuto e cronico, idrofobia, colera, tetano e convulsioni infantili. Accenna al “delirio” causato dall’intossicazione cronica, e riporta i metodi di preparazione e i dosaggi consigliati nei vari casi. Invece, i due testi francesi sono di interesse più specialistico. Aubert-Roche si interessa soprattutto all'uso dell'hashisch contro la peste, oltre che all’uso voluttuario; e Moreau lo considera sia uno strumento di indagine della mente, sia un farmaco efficace in varie malattie mentali (melancolia, ipomania, e malattie mentali croniche in genere).
Risalgono a questi anni anche le prime esperienze e pubblicazioni scientifiche italiane sulla cannabis, scrupolosamente ripercorse da Giorgio Samorini nell’interessantissimo “L’erba di Carlo Erba” (1996).
Solo a partire da questo periodo si può dire che l'uso medico della cannabis conosce una certa diffusione anche in occidente. Estratti e tinture a base di cannabis compaiono sugli scaffali delle farmacie in Europa come negli USA, e vi rimarranno fino alla seconda guerra mondiale e oltre.

Un grande interesse
Fra il 1840 e il 1900, secondo il documentatissimo testo di Walton (1938), furono pubblicati più di 100 articoli sugli usi medici della cannabis (6). Nel 1854 la cannabis viene inclusa nello U.S. Dispensatory: “L’estratto di canapa è un potente narcotico (...) Si dice che agisca anche come deciso afrodisiaco, che stimoli l'appetito e che occasionalmente induca uno stato di catalessi (...) [La canapa] produce il sonno, allevia gli spasmi, calma l'irrequietezza nervosa, allevia il dolore. (...) [Come analgesico] differisce dall'oppio perché non diminuisce l'appetito, non riduce le secrezioni e non provoca stitichezza. I disturbi per i quali è stata specialmente raccomandata sono le nevralgie, la gotta, il tetano, l'idrofobia, il colera epidemico, le convulsioni, la corea, l'isteria, la depressione mentale, la pazzia, e le emorragie uterine” (7). Secondo H.A. Hare (8), la cannabis è paragonabile all'oppio per efficacia analgesica, ed è particolarmente utile nell'emicrania, in cui agisce anche come profilattico, nelle nevralgie, nella tosse irritativa e nella tisi. Anche William Osler, uno dei padri della medicina moderna, la ritiene “probabilmente il rimedio più soddisfacente” per l'emicrania (9).
Nel 1890, J.R. Reynolds riassume sul Lancet 30 anni di esperienza con la cannabis. La giudica “incomparabile” nell'insonnia senile; utile come analgesico nelle nevralgie, inclusa la nevralgia del trigemino, nonché nella tabe, nell'emicrania e nella dismenorrea; molto efficace negli spasmi muscolari di natura sia epilettoide che coreica - ma non nella vera epilessia; e, invece, di incerto valore nell'asma, nella depressione e nel delirio alcolico (10).
In Italia erano previsti dalla Farmacopea Ufficiale sia l'estratto che la tintura di cannabis indica. Secondo P.E. Alessandri (11) la canapa "usasi nel tetano, nelle nevralgie, isterismo, emicrania, reumatismo, corea, asma, e in molte altre malattie non escluso il cholera, dando però quasi sempre resultati contraddittori". P. Mascherpa (12) afferma che essenzialmente si tratta di "un medicamento cerebrale e precisamente un analgesico analogo all'oppio e alla morfina", che può avere più o meno gli stessi usi di questi. Mascherpa riconosce però che la farmacologia della cannabis è "poco conosciuta", e il suo uso per varie ragioni "piuttosto limitato". Egli riporta anche i dosaggi massimi per l'estratto di canapa indiana F.U.: 0,05 g per dose e 0,15 g per giorno.

L’oscuramento della cannabis
Nel 1937, negli Stati Uniti,la cannabis - nella sua veste di marijuana - raggiunse l’oppio, la morfina e la cocaina nella lista delle “droghe proibite”. Le nuove norme americane - a cui presto si adeguarono gli altri paesi - resero estremamente complicata e onerosa per i medici la prescrizione di farmaci a base di cannabis, e in pochi anni essa cadde in disuso e fu cancellata dalla maggior parte delle farmacopee. Non si può negare che questa mossa, in questo momento storico, condizionò tutta la storia seguente della cannabis, impedendone di fatto non solo l’uso, ma anche lo studio con i moderni metodi scientifici, prima ancora che essa fosse veramente conosciuta.
Il silenzio e l’acquiescenza dei medici non fu generale. Lo stesso Walton, che pure appoggiò la proibizione dell’uso voluttuario della marihuana, scrisse: “Più stretti controlli che rendessero la droga non disponibile per scopi medici e scientifici non sarebbero saggi, dal momento che per essa possono essere sviluppati altri utilizzi, tali da superarne completamente gli svantaggi. La sostanza ha diverse notevoli proprietà e se la sua struttura chimica fosse definita, e varianti sintetiche fossero sviluppate, alcune di esse potrebbero dimostrarsi particolarmente utili, sia come agenti terapeutici che come strumenti per indagini sperimentali” (13).
Ma a partire dal 1937 diventano assai rari i lavori che prendono in considerazione l’uso medico della cannabis, ed è solo con la fine degli anni '70 che un timido interesse si risveglierà e che fra mille difficoltà - legate alla classificazione a tutt’oggi in vigore della cannabis come sostanza “priva di valore terapeutico” - cominceranno a riapparire studi scientifici sulla cannabis e i cannabinoidi.

Epilogo
Il 30 gennaio 1997, a seguito della violenta presa di posizione del governo federale USA contro l'approvazione popolare via referendum degli usi medici della marijuana in California e in Arizona (novembre 1996), Jerome P. Kassirer scrisse: “Gli stadi avanzati di molte malattie e i loro trattamenti sono spesso accompagnati da nausea, vomito o dolore intrattabili. Migliaia di pazienti affetti da cancro, AIDS e altre malattie riferiscono di aver ottenuto notevole sollievo da tali sintomi devastanti fumando marijuana (...) Io credo che una politica federale che proibisce ai medici di alleviare le sofferenze prescrivendo marijuana a pazienti seriamente ammalati è male impostata, impositiva e inumana (...) [N]on vi è rischio di morte fumando marijuana. Domandare le prove di un'efficacia terapeutica è (...) ipocrita. Le sensazioni nocive provate da questi pazienti sono estremamente difficili da quantificare in esperimenti controllati. Ciò che realmente conta in una terapia dotata di un così alto margine di sicurezza è se un paziente gravemente ammalato prova sollievo come risultato dell'intervento, non se uno studio controllato ne “dimostra” l'efficacia” (14).
Ci sembra che queste parole limpide e inequivocabili dell’editor-in-chief della più autorevole rivista medica americana, siano il miglior stimolo, per tutti, a lasciar da parte ogni pregiudizio e a vedere nella sua giusta luce, e in tutte le sue promesse, l’attuale battaglia per la reintroduzione della cannabis in medicina.
______________________________________________

Tabella 1
PROSPETTO DEI POSSIBILI USI MEDICI DELLA CANNABIS E DEI CANNABINOIDI

Effetti consolidati
Anoressia e cachessia
Nausea e vomito

Effetti relativamente ben confermati
Asma
Disturbi del movimento
Dolore, in particolare dolore neuropatico
Glaucoma
Spasticità

Effetti con minori conferme
Allergie
Depressione, malattia bipolare, sindromi ansiose
Dipendenza e sindrome da astinenza
Epilessia
Infiammazioni e infezioni

Ricerche in fase iniziale
Febbre
Alterazioni della pressione arteriosa
Malattie autoimmuni
Cancro
Neuroprotezione

(da Grotenhermen F. - Russo E. (eds) 2002, p. 124-5)
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NOTE
(1) Per la storia antica, si vedano soprattutto Walton (1938) e Abel (1982). La canapa, originaria probabilmente dell’Asia centro-meridionale, fu coltivata in Cina fin dai tempi più remoti. Sembra che i primi reperti, da un sito archeologico dell’isola di Taiwan, siano addirittura databili a 8000 anni a. C. La canapa arrivò in Europa almeno 2500 anni fa.
(2) In India, le principali preparazioni di Cannabis sono tre: ganja, le infiorescenze femminili mature, con resina e semi, fatte seccare; charas, la resina concentrata; bhang, preparazione di ganja e spezie come bevanda (o pillole) secondo varie ricette. Le prime due si fumano, la terza è quella generalmente usata in medicina.
(3) In: Report of the Indian Hemp Drugs Commission 1893-1894 (App. III) Simla, Government Printing Office 1894 (reprint: Silver Spring, Thomas Jefferson 1969, p. 490-1).
(4) Le principali fonti per tutto questo paragrafo sono Walton (1938) e Abel (1982).
(5) On the preparations of the Indian Hemp, or Gunjah (volume 8, p. 421-61). L’articolo è stato ristampato in Mikuriya 1972, p. 3-30
(6) Walton 1938, p. 152.
(7) Wood G.B. - Bache F. The dispensatory of the United States Philadelphia, Lippincott, Brambo & Co. 1854 (citato da Abel 1982, p. 182-3).
(8) Clinical and physiological notes on the action of Cannabis indica. The Therapeutic Gazette 11:225-8, 1887 (ristampato in Mikuriya 1972, p. 293-300).
(9) Osler W. - McCrae T. The principles and practice of medicine (8th ed.)
New York, D. Appleton & Co. 1916. In una successiva edizione (1935) tuttavia, l'efficacia appare agli Autori più dubbia (cit. da Walton 1938, p. 154).
(10) Reynolds J.R. Therapeutic uses and toxic effects of Cannabis indica. Lancet 1:637-8, 1890 (March 22) (ristampato in Mikuriya 1972, p. 145-9).
(11) In: Droghe e piante medicinali (2a ed.) Milano: Ulrico Hoepli 1915, p. 144.
(12) In: Trattato di farmacologia e farmacognosia Milano: Ulrico Hoepli 1949, p. 425-6.
(13) Walton 1938, p. 151.
(14) Kassirer JP. Federal foolishness and marijuana. N Engl J Med 336:366, 1997.

 

 

Chi siamo

Siamo un gruppo di ragazzi a cui sta a cuore lo sviluppo di idee alternative legate all’ambiente e alle problematiche sociali.

le nostre idee

Pensiamo che questa pianta possa essere una risorsa valida per contrastare l’uso e l’abuso di prodotti chimici che continuano a prendere sempre più piede nella nostra cultura. Ci troviamo di fronte ad una società che criminalizza l’uso di questa pianta limitando le sue numerose funzioni. Depenalizzando l’uso di questa pianta si potrebbero sostituire petrolio e derivati con materiali ad impatto ambientale bassissimo. L’obbiettivo di questa festa è informare e sensibilizzare le persone riguardo alle tematiche della Canapa.

Tutti i materiali e gli alimenti in canapa usati durante la festa sono privi di principio attivo, cioè innocui e LEGALI

MAGGIORI informazioni a

info.festadellacanapa@gmail.com

link

 

Assocanapa - Coordinamento nazionale per la canapicoltura

 

MedicalCannabis.it

 

CRA: Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione

 

Canapaio Ducale

 

VerdeSativa

 

Emporio Mary-jo

 

InfoCannabis

 

Ganjamaica

 

CanapaLive

 

UP Runner

 

Medical Marijuana ProCon

 

StraniOdoriSound

 

Forum Modin

con il patrocinio del

Comune di Castelnovo ne' Monti (RE)

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